Dolcetto E scherzetto. Così Portanuova festeggia Halloween

27/10/2021

Dolcetto o scherzetto? O, per dirla nella presunta lingua di origine comunemente riconosciuta, trick or treat? Una domanda tormentone che cinema e letteratura di genere hanno ormai sdoganato come un “marchio sonoro” inconfondibilmente associato alla festa di Halloween. La ricorrenza è poi evoluta in fenomeno commerciale dai toni scherzosamente macabri (per la gioia dei bimbi di mezzo mondo) solo durante lo scorso secolo, grazie a un make up made in USA dalle tinte “dark” molto ben orchestrato. Halloween è quindi il re-make americano di un film già visto, risalente addirittura a due millenni e mezzo fa e di origini tutt’altro che a stelle e strisce. Ancora una volta entrano in gioco i Celti, popolo presenzialista sulla scena europea in tutte le vicende di tarda epoca precristiana, i quali importarono in una città da loro fondata nel nord Italia la loro festa (pagana) di fine estate, corrispondente anche al loro capodanno. La città era Medhelan, poi romana Mediolanum e attuale Milano, che già 6 secoli prima di Cristo celebrava una pionieristica versione della moderna festa di Halloween.

E questa Milano, all’avanguardia del divertimento fin dall’alba dei suoi tempi, ospita oggi una mappa invisibile: quella degli avvistamenti di fantasmi di donne passate a miglior (o peggior) vita in circostanze terribili. Anime in pena localizzabili sempre e solo in prossimità dei luoghi delle loro tristi dipartite. Come la famigerata Dama Velata avvistata all’imbrunire, nelle sere d’estate, sul sentiero che conduce al laghetto artificiale del Parco Sempione, la cui passeggiata è accompagnata da un dolce profumo di violetta. Del cosiddetto fantasma del Sempione, si narra che chi tenti di osservargli il volto scheletrico nascosto dietro a una veletta a lutto cada in uno stato di trance e inizi a vagare smarrito nel parco. Secondo altri (presunti) testimoni, la donna è solita mostrarsi in lontananza, invitando le malcapitate prede a seguirla all’interno di una misteriosa villa dove è in corso un ballo d’altri tempi, per poi condurle nella propria camera da letto, non per sedurle ma per mostrare loro il corpo di una donna a lei identica e adagiata all’interno di una bara aperta. Difficile verificare la veridicità dei fatti e l’attendibilità delle testimonianze, ma secondo alcune ricerche sembra che la Dama Velata possa essere ricondotta a Bianca Maria Scappardone, vedova di Ermes Visconti, accusata nel 1526 dell’omicidio del marito e per questo decapitata. Da teste che rotolano a roghi in fiamme, la memoria gotica di Milano è lieta di presentarvi Isabella da Lampugnano, prima torturata sulla famigerata ruota e poi bruciata per stregoneria, sempre secondo alcuni avvistata al Sempione ai nostri tempi, e famosa per ordire scherzi a danno dei passanti. Il nostro localizzatore di spot da brividi ci rimanda al quartiere delle streghe al Verziere, tra via Festa del Perdono e piazza Santo Stefano, dove esattamente al secondo piano di via Laghetto 2, abitò Arima, la strega più famosa di Milano, neanche a dirlo impiccata a metà dell’Ottocento in Piazza Vetra. La leggenda vuole che, nelle notti di luna piena, ancora oggi Arima e colleghe facciano baldoria sui tetti del Verziere banchettando a pozioni magiche e sortilegi. Il nostro viaggio alla scoperta della Milano da brividi ci porta infine a Bernarda Visconti, figlia del signore di Milano Bernabò Visconti, rinchiusa dal padre perché adultera in una torre dell’arcata di Porta Nuova, dove morì di stenti nel 1376. La leggenda narra di avvistamenti del fantasma di una donna vestita in abiti medievali che ancora oggi terrorizza i passanti. Lasciamo ora spettri e fantasmi al loro mestiere di spaventapassanti, suggerendo un bel gioco di squadra per Halloween: mettersi sulle tracce del fantasma di Portanuova e aggiudicare al primo (fortunato?) avvistatore un intero Pan dei morti, dolcetto tipico dell’omonima ricorrenza del 1 novembre, a base di biscotti sbriciolati e frutta secca, con albumi, cacao e spezie. Senza doversi addentrare nel “dark” web, la ricetta è rintracciabile con una semplice googlata (ricordandosi poi di prepararlo un paio di giorni prima di consumarlo). Volendo infrangere la tradizione americana, accettato il dolcetto vi sveliamo anche lo scherzetto: il fantasma di Portanuova non si aggira nel nostro quartiere, bensì nella Porta Nuova medievale tra via Manzoni e Piazza Cavour. Come dire: dolcetto E scherzetto, da Portanuova, con affetto.

Un buon libro per conciliare gli incubi e approfondire anche le storie della Milano da paura: Guida ai fantasmi d'Italia di AnnaMaria Ghedina, ed. Odoya.